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Canone Concordato: come funziona l’affitto con contratto di locazione agevolato.

5 Ottobre 2016
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Canone Concordato: come funziona l’affitto con contratto di locazione agevolato.

n molti sono alla ricerca di una casa ed hanno sentito parlare dell’affitto a Canone Concordato 3+2. Di cosa si tratta nello specifico? Il contratto di locazione agevolato è disciplinato dalla legge 431/1998 ed ha lo scopo di incentivare gli affitti a prezzi più bassi prevedendo agevolazioni fiscali molto significative per i proprietari e, in alcuni casi, anche per gli inquilini. Si differenzia su molti aspetti dal contratto di affitto ordinario 4+4, fornendo una serie di vantaggi da non sottovalutare.

Come funziona precisamente? In questo articolo cercheremo di capire qual è la convenienza ad affittare un appartamento a canone concordato e quali sono gli incentivi concreti per gli inquilini che guardano con attenzione a questa particolare opzione per pianificare la propria vita.

Canone Concordato: che cos’è l’affitto 3+2 ex Legge 431/1998
Affinché possano essere determinati i canoni concordati, è necessario che i comuni e le associazioni di inquilini e proprietari si attivino per stabilire la valutazione degli immobili e le fasce di prezzo (minimo – massimo) degli affitti nelle varie aree della città e per i vari immobili presenti.

Si tratta di un passaggio fondamentale perché in questa sede, chiarito il canone minimo, viene ad essere determinato quello concordato che, per essere equo, deve essere inferiore al prezzo individuato.

Canone Concordato e Cedolare Secca: occhio alle Agevolazioni sull’Equo Canone
Uno degli aspetti più importanti riguardo il canone concordato è la Cedolare Secca: questo speciale regime, infatti, consente di risparmiare notevolmente se utilizzato in maniera corretta. Se fate parte di uno dei comuni che ha aperto a questa possibilità e possedete un immobile, è bene che vi informiate leggendo quanto segue.

Quali sono le agevolazioni per chi affitta con contratto di locazione agevolato?
Per dare impulso a questa soluzione, la legge prevede una serie di vantaggi per i proprietari come:

Incentivi sulla cedolare secca: essa è al 10% rispetto al 21% prevista per gli affitti liberi;
Incentivi sull’imponibile Irpef: se non si paga con la cedolare secca, rientra nell’imponibile il 66,5 per cento del canone e non l’85% previsto nelle altre ipotesi;
L’imposta di registrazione costa meno: si paga l’1,4% del valore del canone piuttosto che il 2%;
I comuni possono potenzialmente ridurre l’aliquota IMU o prevedere detrazioni più corpose. Questa ipotesi, tuttavia, ha avuto poco successo perché i municipi non navigano in buone acque e, più degli altri anni, stanno pagando gli effetti della crisi economica in corso.
I vantaggi per gli inquilini non finiscono al canone mensile più basso, per loro è prevista anche una detrazione fiscale pari a 495,50 euro se il reddito è inferiore a 15 mila euro ed a 247,90 euro se invece è inferiore a 30 mila euro.

Il contratto di affitto a canone concordato ha una durata 3+2 e non 4+4 come quello ordinario. Il rinnovo è automatico dopo la prima scadenza e può essere anche di 3 anni se previamente concordato tra le parti al momento della stipulazione.

 

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